Praticata in Giappone fin dalla seconda metà del XV secolo, la ceramica Raku è legata alla tradizione tutta orientale della cerimonia del tè, con connotazioni filosofiche piuttosto lontane dalla nostra cultura.
Il ceramista Chojiro produsse per la prima volta con la tecnica Raku ciotole da tè rigorosamente realizzate a mano.
“Raku significa vivere con gioia ed in armonia con la natura”.
Soltanto agli inizi del secolo scorso il ceramista americano Bernard Leach (autore del libro “Potter’s book”) introdusse questa tecnica in America; dove subì, nel tempo, numerose modifiche in relazione soprattutto ai materiali disponibili ed alle esigenze estetiche occidentali.
A Nino Caruso, ceramista italiano di fama internazionale, si deve il merito di aver maggiormente contribuito alla divulgazione in Italia della ceramica Raku, con i suoi stage, i suoi testi (pietra miliare è “Ceramica Raku”) e le lezioni presso la sua scuola internazionale al centro di Roma.
La tecnica
L’argilla deve avere una struttura con caratteristiche tali da sopportare le violente variazioni di temperature alle quali è sottoposto l’oggetto.
Le tecniche per modellare un oggetto possono essere a lastre, a colombini o al tornio.
La smaltatura dei pezzi biscottati può essere fatta a immersione, a spruzzo o semplicemente a pennello.
La cottura in forni a gas avviene in tempi brevi ed a basse temperature (800°-900°).
Gli oggetti vengono estratti dal forno nel momento in cui lo smalto ha raggiunto il suo punto di fusione ed adagiati in buche che contengono materiale combustibile (foglie, segatura, carta, stracci imbevuti di oli). Gli oggetti incandescenti provocano la combustione degli elementi infiammabili, che verrà interrotta soffocando la fiamma con un apposito recipiente. Si formerà, così, una camera ad atmosfera riducente che creerà degli effetti lustrati sulla superficie degli smalti.
Il programma
Gli stage di Raku sono suddivisi in quattro incontri:
1° incontro: cenni storici sulle origini della tecnica e la sua diffusione in Europa; costruzione dei manufatti.
2° incontro: costruzione degli oggetti e prima cottura.
3° incontro: cenni di chimica degli smalti e decorazione.
4° incontro: seconda cottura e riduzione.
Docente: Elettra Cipriani
Modalità
Il corso si articola in 4 incontri. I gruppi sono formati da massimo 5 persone.
La periodicità è diversa, a seconda dei periodi e delle richieste.
In base alle esigenze dei partecipanti, possono essere previsti stage relativi ai soli 3° e 4° incontro; in questo caso i partecipanti dovranno però essere dotati dei propri pezzi che abbiano già subito la prima cottura.
I corsi si svolgono presso il nostro laboratorio in via Dante De Blasi 53 o, su richiesta, presso scuole o altre strutture.
Pe ulteriori informazioni contattateci.
Naked - Raku
È una variante della tecnica Raku.
La superficie dell’oggetto deve essere accuratamente levigata con pietra d’agata.
Dopo la prima cottura viene applicato un particolare engobbio ricoperto a sua volta da uno strato di smalto che si distaccherà dopo la seconda cottura e la successiva riduzione, ottenendo così una superficie non brillante ma comunque impermeabile e cavillata dal fumo.
Il programma
Gli stage di Raku sono suddivisi in quattro incontri:
1° incontro: cenni storici sulle origini della tecnica e la sua diffusione in Europa; costruzione dei manufatti.
2° incontro: costruzione degli oggetti, levigatura con pietra d’agata e prima cottura.
3° incontro: cenni di chimica degli smalti e decorazione.
4° incontro: seconda cottura e riduzione.
Docente: Elettra Cipriani
Modalità
Il corso si articola in 4 incontri. I gruppi sono formati da massimo 5 persone.
La periodicità è diversa, a seconda dei periodi e delle richieste.
In base alle esigenze dei partecipanti, possono essere previsti stage relativi ai soli 3° e 4° incontro; in questo caso i partecipanti dovranno però essere dotati dei propri pezzi che abbiano già subito la prima cottura.
I corsi si svolgono presso il nostro laboratorio in via Dante De Blasi 53 o, su richiesta, presso scuole o altre strutture.
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